E’ corretto affidare in via super esclusiva i figli al padre se la madre non ascolta i loro bisogni e alimenta il conflitto.

È quanto stabilito nell’ordinanza n. 29999/2020 con la quale la Suprema Corte ha respinto il ricorso di una madre, giudicata dalla Corte d’Appello di Roma responsabile di condotte che, pur non giustificando la revoca della responsabilità genitoriale, hanno motivato l’affidamento super esclusivo dei figli al padre.

In primo grado alla donna era andata anche peggio. Il Tribunale di Roma aveva, infatti, statuito la decadenza della responsabilità genitoriale, decisione poi riformata in grado d’appello in quanto le condotte contestate alla donna non erano state considerate così gravi da giustificare l’adozione di un simile provvedimento.

La residenza abituale del minore al momento della domanda determina la giurisdizione del giudice della separazione e del divorzio.

Con la sentenza n. 29171 del 21.12.2020, le Sezioni Unite tornano a ribadire un principio ormai costante nella giurisprudenza di legittimità secondo cui è la residenza abituale del minore a giustificare la giurisdizione del giudice italiano anche in tema di separazione o divorzio.

La vicenda trae origine dal ricorso presentato alla Suprema Corte da parte di un marito il quale solleva difetto preliminare di giurisdizione del Giudice italiano in favore di quello portoghese, dal momento che la figlia minore, al tempo in cui è intervenuta la separazione di fatto dei coniugi, conviveva con il padre all’Estero.

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