Morire a 10 anni, chiusa in bagno, strangolata da una cintura che si era girata intorno al collo per partecipare ad un gioco mortale sulla piattaforma TikTok, è una notizia che non si può leggere.

Nemmeno al tempo del Covid, dove l’isolamento sociale ha portato i nostri ragazzi ad avere come unico interlocutore lo smartphone e dove l’ipocrisia sociale perbenista, all’indomani della tragedia, si lancia in retoriche dissertazioni su cosa i genitori o la società avrebbero dovuto o non dovuto fare per evitare una tragedia come questa.

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