Il caso di Carlo Gilardi fa riflettere sui limiti tra giustizia e libertà personale.

L’art. 13 della nostra Costituzione così recita: “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge“.

Perfetto, ma in troppe vicende italiane questo principio fondamentale – che deriva dal diritto naturale – è stato violato da parte di chi doveva tutelare un soggetto debole ma che, invece, ha tutelato interessi estranei e confliggenti, quasi sempre economici.

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