Dall’inizio della quarantena la giustizia si è di fatto paralizzata, peggiorando una situazione già molto complicata.

Da quel fatidico 8 marzo 2020 è stata prevista la sospensione delle udienze e dei termini processuali, prima sino al 15 aprile e, poi, sino all’11 maggio. Da allora la giustizia si è sostanzialmente paralizzata in quasi tutti i settori, ma ‘è un ambito in cui questo poderoso rallentamento-per usare un eufemismo- sta creando disagi inenarrabili ed è il settore che, per definizione, non puoi mettere in “pausa”: quello delle crisi familiari.

Già perchè Coronavirus o no, lockdown o no, conferenza stampa del Primo Ministro o no (a reti unificate), i litigi fra coniugi non li puoi congelare, i mantenimenti li devi versare perchè durante la quarantena i figli mangiano (e pure più di prima), le spese ci sono, la gente vuole comunque separarsi o divroziare.

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